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Udinese-Napoli, che si mettano da parte gli egoismi: è tempo di vincere

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Udinese-Napoli resta pur sempre una partita importantissima, da vincere assolutamente per gli azzurri. Nonostante il periodo, nonostante la crisi.

Crisi Napoli
Napoli (Getty Images)

Abbiamo analizzato la crisi del Napoli sotto qualunque lente possibile. E sono mesi che, ormai, si richiama costantemente ad una partita decisiva, quella della possibile svolta. Le ultime due trasferte di Champions League hanno offerto due occasioni concrete per uscire dalla crisi. E invece, proprio dopo il 2-3 di Salisburgo e l’1-1 di Liverpool, la formazione di Ancelotti è rimasta impelagata in campionato, rispettivamente contro Spal e Bologna. Occasioni perse, figlie anche e soprattutto di un momento poco felice, dove nulla appare funzionare nell’universo Napoli. I rapporti interni sono ai minimi storici, con lo stesso tecnico emiliano in fortissima discussione. Otto partite senza vincere sono tante, specialmente se hai a disposizione una rosa come quella azzurra e vieni da quattro anni di assoluto protagonismo. Il Napoli è all’ennesimo bivio della propria stagione e contro l’Udinese sarà cruciale vincere per ricominciare a vincere.

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Udinese-Napoli, una partita da vincere per salvare la stagione

O almeno cominciare a farlo. Udinese-Napoli sarà una partita importantissima per il cammino degli azzurri. Il quarto posto comincia ad allontanarsi troppo e una mancata qualificazione sarebbe la ciliegina sulla torta, la firma su un disastroso capolavoro. Il periodo di magra va avanti dal pareggio di Ferrara ed è deflagrato nel match contro l’Atalanta, tre giorni dopo. In quella partita, segnata inevitabilmente dalle polemiche e dalle occasioni sprecate, il Napoli ha giocato la sua ultima, vera partita. Una reazione che la formazione di Ancelotti non è stata più capace di replicare, per qualità e intensità di gioco. Neanche a Liverpool.

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Ad Udine, quindi, sarà fondamentale che il Napoli ritrovi quel tipo di reazione, ancor prima dei tre punti. Una strada tecnica dalla quale ripartire, al di là delle discussioni tattiche e di metodologia. E per quanto il mese di novembre sia stato caratterizzato dai disordini interni, Ancelotti spera di avere ancora un dito sulle redini di questa squadra. Un dito per trovare e indicare una via comune a tutti, al di là di qualunque partitismo. Perché ancor prima della stagione, c’è da salvare la reputazione. Nessuno escluso. E allora, che la sfida contro l’Udinese diventi l’inizio di una nuova piccola era. Quella dove ciascuno è riuscito a mettere da parte i rispettivi egoismi (giusti o sbagliati che siano) e ha ripreso a giocare a calcio. Per il bene proprio, per quello della società o per quello della piazza. Poco importa, pur che si ritorni a marciare verso qualcosa di buono.