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Meteore – José Sosa al Napoli: El Principito senza ruolo

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Meteore al Napoli – La chiamata del Bayern, quattro campionati e un oro olimpico ma in azzurro sarà flop: la storia di José Sosa.

Ha vinto quattro campionati in giro per il mondo e un oro olimpico con la sua Argentina, eppure la storia di José Sosa è quella di un talento rimasto in gran parte inespresso. Lo sanno bene a Napoli dove El Principito arriva dal Bayern Monaco nell’estate del 2010 in cerca di rilancio ma resterà solo una stagione, senza di fatto lasciare traccia o quasi per motivi caratteriali e soprattutto tattici.

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Gli inizi in Argentina e l’occasione Bayern

Sosa Bayern
Sosa al Bayern Monaco (Getty Images)

Sosa nasce come trequartista puro ma durante la sua carriera si adatterà anche come seconda punta, regista, interno o esterno di centrocampo. Una duttilità che gli impedirà spesso di trovare la posizione più adatta per esprimere al meglio una tecnica sopra la media. El Principito esplode da giovanissimo nelle file dell’Estudiantes con cui nel 2006 vince il suo primo campionato, quello di Apertura, segnando uno dei due goal decisivi nella sfida contro il Boca Juniors.

L’anno dopo arriva così la chiamata del Bayern Monaco. In Baviera resterà per due stagioni senza riuscire a trovare lo spazio sperato ma contribuendo comunque alla vittoria di una Bundesliga, una Coppa di Lega e una Coppa di Germania. Nel 2008 inoltre fa parte dell’Argentina che vince l’oro olimpico a Pechino.

Il flop di Sosa al Napoli: da El Principito a El Uallarito

Sosa gruppo Napoli
L’unico gol di Sosa col Napoli (Getty Images)

Dopo un breve ritorno in prestito all’Estudiantes, Sosa decide di lasciare definitivamente Monaco di Baviera e per il rilancio nel calcio europeo sceglie Napoli, la terra promessa per gli argentini che amano il pallone. Le idee tattiche di Mazzarri, profeta del 3-5-2, cozzano però con le caratteristiche del Principito che non troverà la sua collocazione nello scacchiere azzurro tanto che presto per i tifosi del Napoli diventa El Uallarito.

A indisporre il pubblico del ‘San Paolo’ è soprattutto la lentezza di Sosa. Dopo 31 presenze e un sol gol contro il Cesena, l’argentino decide così di togliere il disturbo e vola in Ucraina per vestire la maglia del Metalist. Sembra l’inizio della parabola discendente, invece Sosa riuscirà ancora a togliersi più di una soddisfazione in giro per l’Europa.

La Liga vinta con l’Atletico e il ritorno in Italia

Sosa Milan
Sosa al Milan (Getty Images)

A gennaio del 2014 l’argentino viene acquistato dall’Atletico Madrid con cui riuscirà a vincere la Liga, seppure non certo da protagonista. Sei mesi dopo Sosa si trasferisce al Besiktas, dove conquista il quarto campionato della sua strana carriera.

E in Turchia le cose vanno talmente bene che nel 2016 per il Principito arriva l’occasione della rivincita in Italia grazie alla chiamata del Milan con cui, per uno strano scherzo del destino, debutta proprio al ‘San Paolo’ davanti ai suoi ex tifosi. In rossonero resterà solo una stagione vincendo anche una Supercoppa Italiana prima di tornare in Turchia, stavolta nelle file del Trabzonspor dove gioca fino ad oggi.

A spiegare il flop di Sosa al Napoli qualche tempo fa è stato invece il suo procuratore: “In azzurro ha vissuto un periodo difficile. Non è mai facile adattarsi alla Serie A e il suo assestamento non è stato positivo sotto la guida di Mazzarri . Dal punto di vista tattico il campionato italiano è il più complicato al mondo, i tecnici raramente contano sui giovani e Sosa ne ha pagato le conseguenze. Il ricordo più bello dell’esperienza napoletana, comunque, resta il fantastico pubblico del San Paolo”.