Home Interviste Calcio femminile, Aielli @NCLive: “Ancora troppe differenze con gli uomini”

Calcio femminile, Aielli @NCLive: “Ancora troppe differenze con gli uomini”

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L’intervista a Elio Aielli sulla grande crescita del calcio femminile, le sue esperienze da allenatore e l’importanza del settore giovanile.

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Nazionale italiana (GettyImages)

In questo momento difficile per il mondo dilettantistico sospeso a causa della pandemia, l’attuale allenatore dell’ASD Independent Elio Aielli ha raccontato la sua esperienza con il calcio femminile e ha offerto il suo punto di vista di questo movimento in grande crescita. Il futuro delle ragazze passa attraverso un buon lavoro nel settore giovanile. Ma non sempre è così.

Salve mister Aielli, qual è stato il suo debutto come allenatore di una squadra di calcio femminile?

La mia prima esperienza da allenatore è legata al presidente Riccardo Guarino, che mi propose di svolgere questo ruolo per una squadra femminile. Cominciai ad allenare dopo aver lasciato il calcio giocato a causa di un infortunio.

Nel corso della sua carriera, è stato anche allenatore del Napoli Femminile. Racconti quell’esperienza.

Allenavo l’ASD Napoli Dream Team e nell’estate del 2017, al secondo anno di Serie B, ci fu la fusione con il Carpisa Napoli. Divenni l’allenatore di questa nuova squadra, un progetto formato da tutte ragazze napoletane. E’ stata un’avventura importante, ne ho fatto tesoro di quell’esperienza, grazie al quale sono cresciuto molto dal punto di vista professionale. In seguito, abbiamo rifondato il Dream Team con una squadra giovane e competitiva. Vincemmo il campionato d’eccellenza e siamo arrivati in Serie C. Poi, a causa della pandemia è stato sospeso il campionato a marzo ed è stata congelata la classifica all’ultima giornata disputata. Dunque, siamo retrocessi d’ufficio per la nostra posizione.

Capitolo Independent, il presente.

Conclusi i rapporti con il Dream Team, mi sono preso del tempo.  Incontrai il presidente Carlo Astarita, e in 3-4 giorni trovammo subito l’intesa. Lui ha tanta passione e voglia di fare. Purtroppo, abbiamo dovuto sospendere gli allenamenti con la squadra, ma gli obiettivi prefissati non sono cambiati, vorremmo fare benissimo nel campionato d’Eccellenza. L’Independent è una squadra forte e competitiva, probabilmente di un’altra categoria con delle calciatrici che hanno giocato anche in categorie superiori.

Come vede la sua squadra? Ha fatto progressi nei pochi mesi di lavoro assieme?

Abbiamo fatto quattro amichevoli, ho visto un gruppo in crescita. Nell’ultima partita giocata, poco prima della sospensione delle attività, ho visto cose davvero buone. Bisogna ancora migliorare sotto qualche aspetto, sulla mentalità soprattutto. Il campionato non lo vince la squadra che ha i nomi, ma chi ha più grinta, chi mette più intensità.

Com’è possibile creare l’alchimia in un gruppo nuovo, viste le difficoltà di potersi vedere e allenarsi insieme?

E’ un discorso complesso. Fortunatamente, le ragazze sono state molto disponibili. Stanno facendo le sedute di allenamento a casa, ogni settimana propongo delle schede e ci vediamo tramite videochiamate. E’ importante sentire quell’entusiasmo, anche vedendosi attraverso uno schermo. Non dobbiamo mollare.

Quando ricomincerà il campionato d’Eccellenza femminile in Campania?

Non si sa, dopo le ultime dichiarazioni di Spadafora è tutto incerto. Forse dal 2021. Ma noi dobbiamo farci trovare pronti, abbiamo tanto da perdere e le ragazze lo sanno. Il presidente per noi ha fatto tanti sacrifici e vorrei ringraziarlo per questo.

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Aielli: “Il calcio femminile è cresciuto, ma in Campania c’è una regressione”

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Elio Aielli, allenatore ASD Independent

Elio, vede crescere il movimento calcio femminile a livello nazionale e regionale?

Sì è cresciuto, soprattutto dopo l’ultimo mondiale. E’ un movimento in crescita anche grazie alle società come la Juventus, la Roma, il Milan. Molti club hanno una squadre maschile e una femminile, anche nella Serie B. Sotto molti punti di vista il movimento è cresciuto, ma in Campania non c’è stata la stessa evoluzione. Purtroppo, secondo me, si è lavorato male nei settori giovanili. Troppo spesso si pensa solo al risultato finale. Da quando ho cominciato ad allenare, sono diminuite le squadre femminili nell’area campana, non si fanno gli stessi numeri di prima. Le ragazze sono poche, tante si sono perse per strada, anche per motivi lavorativi. Purtroppo, i guadagni per le calciatrici sono ancora molto bassi. Per poter vivere molte di loro devono lavorare, devono crearsi un futuro e pensare a quando finirà la loro carriera sportiva.

Lei ha allenato anche una squadra maschile? Ci sono differenze con il calcio femminile? 

Sì, sono stato allenatore della Juniores, con il quale ho mantenuto un ottimo rapporto con i ragazzi. Abbiamo avuto grandi risultati, ma soprattutto ho legato molto con loro. Il calcio maschile è bello, anche se per certi versi quello femminile è più entusiasmante.

Ha allenato ragazze forti, talentuose e che ora giocano ad alti livelli?

Si certo, per esempio Angelica Parascandalo gioca in Serie A nel Bari. Posso fare tantissimi nomi, c’è chi gioca nel Pomigliano in Serie B, o chi gioca nel San Marino in A. Ma anche nell’Independent ho diverse ragazze davvero forti. Tuttavia, c’è un portiere che ho fatto esordire a 15 anni in Serie B: Vittoria Foczmaniak, classe 2001. Rimpiango che abbia smesso di giocare, la prenderebbe qualsiasi club ai massimi livelli. Mi ha seguito sempre, è una ragazza d’oro. Purtroppo non ha continuato il percorso per alcune situazioni personali. Nel corso della mia carriera ho davvero visto e allenato tante ragazze forti.

Crede tantissimo nel settore giovanile?

Sì, è la base. Credo sia molto importante e sono dell’idea che bisogna lavorare bene nel settore giovanile, bisogna dare uno sbocco alle ragazze che giocano. E’ un peccato perderne molte che dopo aver terminato un percorso in Primavera smettono di giocare.

Aielli e la passione per il Napoli: “Gattuso, allenatore vecchio stampo. Mi piace”

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Gennaro Gattuso (GettyImages)

Parliamo del Napoli di cui lei è tifoso. Cosa ne pensa di mister Gattuso?

Lo seguo con interesse da quando allenava il Pisa. Purtroppo è stato trattato male dal Milan, non se lo meritava. Al Napoli può aprire un ciclo importante, credo che questa sia la piazza giusta per lui e viceversa. E’ riuscito a vincere una Coppa Italia con una squadra che pochi mesi prima si è ammutinata contro la società, caso più unico che raro. E’ un allenatore vecchio stampo che serve ancora nel calcio. Per esempio, la questione che ha coinvolto Mario Rui e Ghoulam nella trasferta di Bologna la condivido a pieno. Il Napoli ha qualità e intensità e Gattuso sta facendo emergere tutto questo. E’ un allenatore umile calcisticamente parlando e può ancora migliorare tanto.

Ora comincia una bel tour de force per gli azzurri, con sfide decisamente importanti.

Si, sarà un mese particolare. Ci sono partite importanti in campionato e in Europa League. Penso che bisognerà cominciare con il piede giusto con il Milan per avere l’entusiasmo dalla propria parte. E’ un peccato che non ci sia la spinta del San Paolo. Credo che il Napoli ha una squadra forte e potrà approfittare del trend altalenante delle altre avversarie.

Tra i pali preferisce Meret o Ospina?

Con l’esperienza da allenatore ho capito che ogni mister ha le sue convinzioni e poi noi non sappiamo in allenamento come rendono i due. Posso dire che non vedo molta differenza con i piedi tra Ospina e Meret. Tuttavia credo che Alex, dato che è mancino, faccia più fatica con il destro. Inoltre, David ha più esperienza. Però, secondo me Gattuso sta gestendo bene la situazione dei suoi portieri. Tutto sommato Meret ha giocato alcune partite davvero importanti la scorsa stagione, deve avere fiducia e deve stare tranquillo.

Che ne pensi dell’importanza dei tifosi al San paolo?

Andavo con mio padre allo stadio quando c’era Novellino sulla panchina del Napoli. Poi ho fatto l’abbonamento negli anni della Serie C: con un nuovo progetto entusiasmante, c’era bisogno dell’appoggio dei tifosi. Ricordo ancora la partita contro il Cittadella in casa: c’erano 40-45 mila spettatori. Poi a causa degli impegni da allenatore è diventato complicato seguire sempre la squadra, ma cerco sempre di non perdermela mai. Ora è cambiato il calcio ci sono tanti interessi diversi, sono cambiati i tifosi e sono cambiati anche gli stessi giocatori.

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