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Verona-Napoli, storia di una rivalità: tra campo, sfottò e mercato

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Verona-Napoli è anche la storia di una rivalità antica tra le due tifoserie che va oltre il campo di gioco: sfottò, mercato e politica.

Gli spalti del ‘Bentegodi’ domenica pomeriggio saranno desolatamente vuoti come ormai avviene da troppi mesi, ma VeronaNapoli non può essere comunque una partita come le altre per due tifoserie divise da una rivalità che va ben oltre il campo di calcio.

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Verona-Napoli: storia di una rivalità

A dividere Verona da Napoli, oltre alla grande distanza geografica, sono tante cose. La storia della rivalità nasce ufficialmente nella stagione 1961/62 quando la partita tra le due squadre, che allora militavano in Serie B, viene rinviata a fine campionato a causa di un violento temporale. A vincere saranno gli azzurri che grazie a quel successo vengono promossi in Serie A proprio ai danni del Verona, scavalcato dal Napoli. Nel 1970 ci si mette anche il mercato con Ferlaino che strappa all’ultimo momento il contratto di Clerici mettendo in seri guai il Verona, alle prese con una grave crisi economica.

Tifosi del Napoli al San Paolo
Tifosi del Napoli al San Paolo stagione 2009/10 (GettyImages)

Offese, sfottò e risultati clamorosi

La pagina più antipatica della rivalità tra Verona e Napoli però richiama sicuramente a un neppure troppo latente razzismo, come quando i tifosi gialloblù salutano Dirceu destinato al Napoli con uno striscione più che discutibile: “Dirceu ora non sei più straniero, Napoli ti ha accolto nel continente nero”. Per uno strano scherzo del destino proprio a Verona debutterà con sconfitta anche Diego Armando Maradona. Il Pibe de Oro però si prenderà una bella rivincita l’anno dopo strapazzando i veneti con un sonoro 5-0. Nella storia è poi rimasto il celebre striscione srotolato dai tifosi del Napoli al ‘Bentegodi’: “Giulietta è ‘na zoccola”, con chiaro riferimento al romanzo shakesperiano. Striscione a cui qualche anno dopo i veronesi risponderanno dando ai napoletani dei “figli di Giulietta”. Sfottò tutto sommato simpatici ma segno di una rivalità divenuta ormai storia.