L’appello disperato del calcio a Draghi: campionato a rischio

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Un appello disperato quello del mondo del calcio, che chiede aiuti immediati al premier Draghi per garantire la ripartenza del campionato.

Il grido d’allarme era stato lanciato già da Aurelio De Laurentiis, ora al presidente del Napoli si unisce l’intera Assemblea della Lega Serie A che chiede ufficialmente aiuto al Governo e in particolare al premier Mario Draghi per garantire la regolare partenza del campionato di calcio.

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L’appello del calcio: chiesto l’intervento di Draghi

Nel comunicato diramato dalle società di Serie A si richiede un incontro urgente con lo stesso Draghi, ma anche con il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e con il Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali. I club “lamentano uno stato di crisi non più sopportabile causato, in particolar modo, dalle perdite economiche subite per l’assenza degli spettatori negli stadi nelle ultime due stagioni sportive”. Le società, che stimano le perdite causate dalla pandemia in un miliardo e 200 milioni di euro, chiedono quindi aiuti economici ma soprattutto la garanzia di poter riaprire le porte degli stadi al 100% fin dalla prima giornata del nuovo campionato, seppure ovviamente in totale sicurezza tramite l’utilizzo del green pass.

De Laurentiis ipotizza il rinvio del campionato

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Aurelio De Laurentiis (GettyImages)

Solo qualche ora prima, come detto, a lanciare un grido d’aiuto era stato De Laurentis che aveva auspicato l’intervento diretto di Draghi, chiedendo anche di posticipare l’inizio del campionato in base al procedere della campagna vaccinale: “Tra poco pubblicheremo i calendari e a Draghi voglio fare una domanda, visto che deve prendere atto che ci sono più di 30 milioni di italiani che trovano nel calcio una valvola di sfogo. L’80% di questi sono uomini che lavorano per il paese. Caro Draghi, perché tu ti disinteressi completamente al mondo del calcio? Perché tu che hai una grande credibilità e rispettabilità in Europa, non convinci i tuoi colleghi di resettare tutti le partenze dei campionati, posticipandone l’inizio a una data che sia foriera di serenità sul piano vaccinale? Perché in Europa non è nata una obbligatorietà ai vaccini mentre si sentono molte persone che non vogliono vaccinarsi. Draghi, forse non hai considerato che qui in Italia, il calcio ha una valenza economica molto importante”.