Roma-Napoli, Mourinho e Spalletti spiegano l’enorme differenza tra i club

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Qual è la grande differenza tra la Roma di Mourinho ed il Napoli di Spalletti: i due allenatori spiegano la caratteristica delle proprie squadre.

Luciano Spalletti, allenatore del Napoli
Luciano Spalletti, allenatore del Napoli (GettyImages)

La Roma di Mourinho ospiterà domenica all’Olimpico il Napoli di Spalletti. Uno dei due big match della nona giornata di campionato: da una parte il derby del Sole, dall’altra il derby d’Italia tra Inter e Juventus.

Le due squadre stanno vivendo un periodo di forma particolarmente diverso. Mentre i giallorossi arrivano da due sconfitte pesanti nella forma e nel contenuto, gli azzurri volano sulle ali dell’entusiasmo, con molti giocatori al top della condizione fisica e mentale. I due tecnici, amici e stimati colleghi, si sfideranno ad una partita di scacchi: i tre punti varranno tantissimo. Ma in questi giorni Mourinho e Spalletti hanno sottolineato la caratteristica della propria squadra: ecco qual è la differenza sostanziale tra Roma e Napoli.

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Roma-Napoli, Mourinho e Spalletti contro: la rosa fa la differenza

José Mourinho
José Mourinho (GettyImages)

Nel post-partita di Bodo/Glimt-Roma, lo Special One ha spiegato qual è stato il problema del sonoro 6-1 rifilato dai norvegesi: “Non ho mai nascosto i limiti della mia squadra. Un conto sono 12-13 giocatori, un conto gli altri – poi ha dichiarato – Si vede la differenza di qualità tra un gruppo di calciatori e l’altro. Ho deciso di fare questi cambi per la gara di Europa League, ma mi aspettavo una risposta migliore“. Una bordata alle riserve, che non sono in grado di far rifiatare quelli che per Mou sono i titolari giallorossi.

Un’enorme differenza, invece, con il Napoli di Spalletti. L’allenatore toscano ha più volte sottolineato da inizio stagione che si trova a lavorare con un gruppo di campioni: “Tutti devono sentirsi titolari – disse il tecnico azzurro dopo la vittoria contro il Cagliari – Chi non si sente titolare a entrare a parte iniziata non può fare il titolare nemmeno nel primo tempo“. Ma è un concetto che abitualmente sottolinea in conferenza stampa. Non ci sono 11 calciatori fissi, ma un gruppo di 16-17 se non addirittura 18 calciatori che possono entrare e dare il proprio contributo senza far sentire la mancanza dell’altro. E la dimostrazione del continuo ballottaggio tra Lozano-Politano o l’inserimento di Demme a centrocampo dopo il lungo infortunio, o ancora il dualismo tra Ospina e Meret. Insomma, la rosa del Napoli è lunga e a Roma può fare la differenza: Mourinho ora teme sul serio Spalletti.