Presidente, “nun ce provà” con Insigne: i matrimoni si fanno in due

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Le ultime dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis ricordano un po’ troppo tante dichiarazioni analoghe degli scorsi anni. Ma ormai (alcuni) tifosi quel ritornello l’hanno imparato…

De Laurentiis e Insigne ( Foto LaPresse)

“Se vuole restare a Napoli lo accoglieremo a braccia aperte”. Prendete questa frase, isolatela dai concetti di spazio e tempo e potete cucirla addosso a qualunque calciatore importante sia passato per Napoli negli ultimi anni. Lavezzi, Cavani, perfino “core ‘ngrato” Higuaìn: tutti loro almeno una volta nella vita si sono ritrovati incalzati da questo strano invito. Destinatario diverso, mittente sempre uguale: Aurelio De Laurentiis, mister patata bollente.

In qualche caso gli è pure riuscito bene, a volte pure troppo. Solo che poi il tempo passa, le dinamiche si ripetono ciclicamente e a un certo punto perfino il tifoso più devoto inizia a farsi delle domande. Ma riprendiamo in mano spazio e tempo e torniamo ad oggi, 6 novembre 2021: “Se Lorenzo Insigne vuole restare a Napoli lo accoglieremo a braccia aperte, altrimenti ce ne faremo una ragione”. Pacco celere, Aurelio Prime, consegna garantita il giorno stesso. Dentro cosa c’è? Un coltello. Da stringere rigorosamente dalla parte della lama.

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Il rinnovo di Insigne col Napoli è anche il rinnovo del Napoli con Insigne

Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis (LaPresse)

Chiariamoci un attimo: qui non siamo nessuno per stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, cosa sia legittimo e cosa sia illegittimo. Ci facciamo solo delle domande e, marzullianamente, ci diamo anche delle risposte. Il Napoli ha tutto il diritto di offrire un contratto al ribasso al suo capitano così come il capitano ha tutto il diritto di pretendere un ingaggio più alto. Non siamo a conoscenza dei dettagli intimi della trattativa, non vogliamo inventare cifre o presunti bonus stramilionari alla firma. Non è questo il luogo.

La questione che vogliamo porre è il lato B del periodo ipotetico posto da ADL. Probabilmente Insigne farebbe lo stesso, se volesse (o potesse?) parlare. Se Insigne vuole restare al Napoli, ok, ma il Napoli vuole che Insigne resti? Perché le trattative e i conseguenti rinnovi sono come i matrimoni: si fanno sempre in due. Invece ogni dichiarazione presidenziale sembra sempre voler scaricare tutto sulla controparte.

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Volete farvi un’idea? Ok, ma prima almeno parliamo di cifre

Lorenzo Insigne
Lorenzo Insigne, capitano del Napoli (LaPresse)

Ovviamente, ça va sans dire, De Laurentiis è parte in causa e può dire e fare ciò che vuole. Può serenamente incendiare la patata e lanciarla come una bomba. I pompieri in questo caso devono essere i tifosi. “Se vuole restare a Napoli” non significa nulla, in una trattativa di rinnovo. Quanto offre il Napoli? Cosa chiede Insigne? Quali sono le clausole? Qual è la forbice rispetto al rinnovo precedente? E via discorrendo.

Prima di farsi un’idea sulla questione sarà bene avere tutte le risposte a tutte le domande. Altrimenti cambieranno gli uomini, cambieranno le maglie, ma le dinamiche, quelle non cambieranno mai. E sarà anche colpa di chi ci casca, puntualmente, ogni santissima volta.