Scampia, che disastro: l’assurdo caso della piscina abbandonata

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Il passato del quartiere ed un degrado senza limiti figlio di cattiva amministrazione e disinteresse generale.

Quello che succede a Scampia, generalmente, soprattutto in caso di campagna elettorale sempre al centro dell’interesse dei vari candidati. Oggi il quartiere in alcuni suoi punti vive nel più totale abbandono, nonostante sfilate, proclami ed escamotage buoni soltanto a raccogliere voti, il resto è ciò che spesso vediamo nelle periferie, il nulla, nient’altro che il nulla.

Piscina Scampia degrado interni
Piscina Scampia degrado interni

Quello che accade a Scampia negli ultimi anni è praticamente sotto gli occhi di tutti. Il trofeo da conquistare per i vari amministratori che si alternano all’inevitabile passarella è la fiducia dei cittadini. Progetti, promesse, soldi, investimenti e quant’altro. In pratica poi, a parte qualche bella scena organizzata per le telecamere il vuoto più assoluto. Nel concreto il quartiere lamenta ben altre questioni, quelle delle quali nessuno parla.

La vicenda che riguarda il centro educativo “L’Impronta”, ad esempio. Una cooperativa che lo gestisce, “Obiettivo uomo” da circa 22 anni e che dal 2019, da quando cioè l’amministrazione comunale dell’epoca fece sgomberare la Piscina Galante del quartiere, struttura che di fatto ospitava lo stesso centro, è stata di fatto abbandonata a se stessa. Da quel momento, la cooperativa pur andando di fatto ad assicurare un servizio riconosciuto dall’amministrazione comunale non riesce, non si capisce il perchè ad essere tutelata anche per quel che riguarda l’assegnazione di risorse e quant’altro.

A Scampia occorre un intervento diretto: “Obiettivo uomo” è stanca di aspettare

Degrado piscina Scampia
Degrado piscina Scampia

Il paradosso della vicenda, cosi come denuncia la stessa cooperativa “Obiettivo uomo” che ormai da anni è in contatto, spesso senza alcun risultato con l’assessorato competente per provare a risolvere una questione realisticamente irreale, sta nell’assenza totale di interesse, per l’appunto. Ci sono i mezzi, ci sono i permessi, c’è tutto insomma ma manca di fatto la volontà di sistemare l’intera vicenda. Il presidio educativo è attivo in versione ridotta, costretto a prestare un servizio di fatto dimezzato a causa delle grosse spese da sostenere.

La cooperativa fa il possibile per assicurare che tutto prosegua e nulla si fermi ma il percorso è difficile. L’amministrazione in teoria chiude un occhio sulla collocazione stessa del presidio ma di fatto non fa nulla per far emergere dal disinteresse più totale la stessa vicenda. Una realtà che meriterebbe ben altri riflettori e ben altro racconto.

La surreale vicenda, lo smarcamento del Comune di Napoli per questioni di catasto e particelle, una realtà attiva che rischia di morire mentre sempre nel quartiere tutto è utilizzando per pura propaganda elettorale, quando serve. Scampia dice basta, è ora di alzare la voce. La cooperativa “Obiettivo uomo” chiede un intervento deciso dell’amministrazione comunale, il tempo dell’attesa è finito, serve un intervento o sarà la fine di tutto.