Bagni e la ricetta per riaccendere il pubblico del Maradona: “Vogliono sentirla”

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Salvatore Bagni non ha dubbi: la “ricetta” per far tornare la presenza fissa del dodicesimo uomo in campo al Maradona passa da Castelvolturno

Si è parlato tanto durante la stagione del clima che si è creato attorno al Napoli da parte dei tifosi allo stadio, che non sempre hanno riempito il Maradona come accadeva in passato.

stadio maradona
Stadio Maradona (Foto LaPresse)

L’affetto del pubblico azzurro che ha sempre contraddistinto la piazza partenopea in certi tratti della stagione sembra esser venuto meno. Tra le possibili cause, oltre al distacco che negli anni si è sempre più ampliato con il presidente De Laurentiis e la dirigenza azzurra, c’è anche la delusione per l’ennesima occasione Scudetto buttata al vento, con la squadra che nel momento cruciale della stagione ha avuto un’involuzione inspiegabile, con un solo punto raccolto tra Fiorentina, Roma ed Empoli. La contestazione degli ultras all’esterno di Palazzo Caracciolo poche ore prima di Napoli-Sassuolo è emblematica.

Su questo argomento è intervenuto Salvatore Bagni, intervistato da Manuel Parlato ai microfoni di Canale 21 durante il Meeting Sport Summer Show ad Ascea Marina.

Salvatore Bagni, la frecciatina a De Laurentiis: “Dipende dalla volontà di farlo”

“I tifosi vogliono sentire la vicinanza alla squadra”, così ha esordito l’ex centrocampista del Napoli scudettato di Maradona, svelando qual è per lui la “ricetta” per riconciliare tifosi e ambiente. “Aprire una o due volte Castelvolturno non cambia nulla. Dipende dalla volontà di farlo – ha dichiarato Salvatore Bagni senza mezzi termini – , a questi infiltrati che vengono a spiare la squadra non ci ho mai creduto. Se vediamo la statistica degli spettatori del Napoli e quella della Roma che è arrivata sesta – prosegue – noti che lì c’è un amore tra società, allenatore e tifosi. Quest’anno lo Scudetto abbiamo perso più per demeriti nostri che per meriti degli altri.

Su un suo possibile ruolo in dirigenza: “Cristiano è un amico, lo conosco dai tempi del Carpi, ha fatto un capolavoro lì e poi ha fatto una scalata. Nel Napoli c’è un presidente che tante volte fa il direttore, il direttore generale, il presidente, un presidente molto attivo. Io alla Zanetti o Maldini? C’è stata la possibilità ma a me piace incidere con tutte le responsabilità, altrimenti non conti nulla.