Beneficenza e cultura: Kim e Simeone, i due (non) bad boys del Napoli

Kim Min – Jae e Giovanni Simeone pronti a conquistare Napoli. Quali bad boys? Cultura e spessore umano al servizio della squadra 

Un annuncio e un quasi annuncio. Aurelio De Laurentiis scatenato nell’intervista che andrà in onda alle 21 su Radio Kiss. Tra i tanti spunti ci sono due succose anticipazioni di mercato. Tutto fatto per Kim, alto gradimento per Giovanni Simeone che sarà azzurro dopo l’addio di Andrea Petagna.

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Giovanni Simeone (LaPresse)

Due acquisti con un denominatore comune: fisico e carattere, proprio ciò che di cui aveva disperatamente bisogno la squadra. Spaventoso – ovviamente in campo – il difensore coreano, con il suo metro e 90 e i tatuaggi sparsi per il corpo. Fuori dal campo però Kim è tutto fuorché un bad-boy: nel 2017 una donazione di quasi 40mila euro per i bambini disabili sudcoreani e la passione per la bicicletta. Così anche il Cholito Simeone, ragazzo tutto cuore e cultura che più volte ha regalato le sue maglie all’asta per beneficenza. Con quella particolare caratteristica di bestia nera del Napoli: la storica tripletta con la Fiorentina e lo scorso anno il pareggio col Verona. Motivo in più per portarselo a casa e renderlo un alleato prezioso per gli azzurri di Spalletti

Kim Min- Jae e Giovanni Simeone, destino comune tra beneficienza e cultura

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Kim Min-Jae (LaPresse)

Ogni spogliatoio vincente nasce da grandi uomini prima che da grandi calciatori, e in un Napoli che ha salutato tra gli altri un totem come Koulibaly, anche lui gigante dal cuore tenero, c’è tanto bisogno di ragazzi come Kim e Simeone. Valori forti su cui appoggiare le fondamenta del nuovo corso azzurro.

A testimoniare l’indole “anticonformista” di Simeone è stata la stessa moglie Giulia Coppini, che all’epoca della permanenza a Firenze del Cholito raccontò lo strano aneddoto del loro incontro. “Mi ritrovai davanti un calciatore che mi ha scioccato parlandomi dei Medici, di Michelangelo e Napoleone” ha ricordato la ragazza, che aveva definito l’allora fidanzato “Più da concerto Jazz che da shopping nelle vie di lusso”. L’indole di Simeone non sembra proprio essere cambiata. Pochi grilli per la testa, tanta sostanza e impegno sul campo. Qualità che il mister Luciano Spalletti apprezza particolarmente.

Discorso simile per Kim Min Jae, che ha fatto parlare di sé per i 40 milioni di euro donati alla Purme Foundation in sostegno dei bambini disabile, ma anche per la sua carriera scolastica. Il gigante coreano non ha coltivato solo il fisico e la sua passione per il calcio, ma anche la mente e la sua cultura. E’ infatti laureato in economia aziendale. La cultura asiatica insegna ordine, rigore e disciplina…proprio quella che rispecchia Kim e che dovrà riuscire a dare alla difesa azzurra.

Conta solo il campo, direbbero alcuni. Niente di più falso: i grandi campioni nascono soprattutto da cultura del lavoro e spessore umano, empatia e capacità di entrare in contatto con l’ambiente in cui si lavora. Tutte cose che Kim e Simeone hanno già imparato.