De Laurentiis vs Sarri: sotto il politichese restano le accuse. Completamente gratis…

De Laurentiis
De Laurentiis ©Getty Images

Le parole di De Laurentiis contro Sarri restano, nonostante le tante interviste per “allungare” i concetti

Ne ha dette tante, ne ha dette davvero tante. Dal VAR alla sudditanza arbitrale, dal mercato al solito politichese che, francamente, non interessa a nessuno. Ma le bordate di De Laurentiis contro Sarri restano, nonostante l’oceano di parole riversate dalla prima dichiarazione in poi. “Se anticipi il ritiro per il preliminare Champions vuol dire che finirai prima il tuo carburante – ha detto il presidente del Napoli nell’intervista concessa ieri ai giornali – A meno che tu non adoperi tutti i giocatori della rosa che hai… Si poteva prendere fiato in certi momenti della stagione, per preparare meglio il rush finale. Ma se giochi sempre con gli stessi… insomma, se noi non avessimo avuto infortuni come quello di Ghoulam avremmo mai scoperto uno come Mario Rui che, a parte gli errori catastrofici fatti con la Roma, è stato molto bravo? Ma se mi fai giocare sempre gli stessi…”. Un concetto cristallino almeno quanto disarmante, reiterato in quei puntini sospensivi che, nella resa vocale, sono pause sceniche da scafato professionista dello spettacolo. E poi ancora, ancora De Laurentiis contro Sarri: “Se ho una colpa – continua ADL nella lunga intervista concessa alla carta stampata – è stata quella di non far capire quanto fosse importante restare in Europa più a lungo possibile. Invece ci siamo allontanati volontariamente. I giocatori erano scarichi perché c’erano state delle indicazioni sbagliate”.

De Laurentiis ancora contro Sarri: tolto tutto il resto rimangono le critiche

De Laurentiis Sarri
Aurelio De Laurentiis ©Getty Images

Insomma, a sentire De Laurentiis è principalmente colpa di Sarri. Il campionato è finito in anticipo perché non ha schierato tutti gli Ounas che il presidente, con tanto amore, aveva comprato ad agosto e a gennaio. Le coppe sono finite perché i calciatori avevano ricevuto indicazioni sbagliate (e da chi? dal team manager?), perché l’allenatore non ha voluto spremere ulteriormente i 13-14 calciatori di cui si fidava, e che lo hanno portato ad un passo dai 90 punti in campionato. Poi però la successiva intervista “ufficiale” con Carlo Alvino aggiusta un po’ il tiro e quell’altra del giorno successivo, con De Laurentiis che parla alla radio ufficiale, lo aggiusta ulteriormente. “Io penso che con Sarri si possa fare ancora un ottimo lavoro, perché è un genio, ma è anche un uomo che non ha mostrato tutto il suo potenziale”. Una carezza in un pugno, una carezza dopo un paio di dritti al mento ben assestati, dopo l’ennesimo attacco ADL vs Sarri che non si cancella certo così.

Le critiche? Assurde! De Laurentiis provi ad apprezzare Sarri e il miracolo che hanno fatto insieme

Ma davvero vi interessa delle stilettate istituzionali alla Juve (non poteva fare altrimenti) o di tutte le elucubrazioni sui tecnicismi da VAR? Davvero aspettavate con ansia una presa di posizione contro la Juve, sterile oltre che tardiva? Ragazzi, ciò che conta davvero è il futuro del Napoli, e il futuro del Napoli poteva essere Sarri, doveva essere Sarri, e a scatola chiusa. “Io sono affezionato a Sarri – dice De Laurentiis nell’intervista a Kiss Kiss  ma se lui continua a dichiarare di volere delle star io non posso accontentarlo”. Forse, più che le star, basterebbe prendere riserve di livello anziché comprare ragazzini di vent’anni e poi dare la colpa all’allenatore se non li schiera titolari. Forse basterebbe rendersi conto di cosa è stato capace di fare Sarri con una squadra di ottimi giocatori ma senza veri campioni. Forse sarebbe bastato dire “ragazzi, potremmo chiudere a 93 punti in campionato, sono loro che sono degli alieni”. Perché poi alla fine il punto è questo: il Napoli ha fatto il massimo, è la Juve che ha fatto di più. E dovrebbe essere De Laurentiis a dirlo a noi, non noi a lui.

A volte può anche non essere colpa di nessuno, si può anche ragionare insieme sugli errori – se di errori si può parlare – e provare a non ripeterli più. A patto che questi errori siano condivisi. Non si vince mai da soli, non si perde mai da soli. Tranne quando si parla a sproposito.

di Antonio Papa