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Serie A, no alla ripresa degli allenamenti al 4 maggio: protocollo bocciato

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Rinviata la ripresa degli allenamenti della Serie A a causa del protocollo sanitario: Spadafora apre solo agli sport individuali

medici sportivi contrari alla ripresa degli allenamenti della serie a
Spadafora e Gravina (Getty Images)

Come già segnalato dagli stessi medici sportivi delle società, il protocollo stilato dalla Commissione medico-scientifica federale e la FIGC è apparso inadeguato. Ad annunciare il rinvio degli allenamenti è stato il Premier Conte in conferenza nazionale, la quale ha suscitato tante polemiche in meno di 24 ore. Il Presidente del Consiglio ha dato il via libera agli allenamenti degli sport individuali, come nuoto e tennis, al 4 maggio. Destino diverso per gli sport di squadra. Il calcio dovrà attendere ancora un po’ per la ripresa degli allenamenti. La data indicativa è segnata al 18 maggio, ma come ha ricordato Vincenzo Spadafora a Che tempo che fa: “Sarà necessario avere dei protocolli rigidi. Quello inviatomi dalla FIGC non era adeguato”. Come già sottolineato dai medici sportivi, il problema principale di quel documento è l’assenza di soluzioni dal momento in cui un calciatore contrae il virus. Inoltre, il Ministro dello Sport ha lanciato una frecciata alla Lega Serie A e ai Presidenti delle società, rei di incolpare il Governo di incapacità decisionale.

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Slitta la ripresa degli allenamenti, ma la FIGC apre alla collaborazione col Governo

rinvio ripresa degli allenamenti
Allenamento della Nazionale Italiana (Getty Images)

Il Presidente della FIGC ha immediatamente risposto alle provocazioni del Ministro. Questa mattina è stata pubblicata una nota sul sito della Federcalcio in cui Gravina ha aperto alla collaborazione con le istituzioni: “Lavoriamo assieme per far ripartire il calcio in sicurezza“. E’ chiaro che il rinvio degli allenamenti dei club di Serie A prolunga di qualche settimana anche la ripresa del campionato. Tuttavia, per perseguire l’obiettivo di concludere la stagione, c’è bisogno di dialogo e cooperazione tra le parti. Invece, fino a questo momento ci sono state solo polemiche.

Riguardo al protocollo sanitario, Gabriele Gravina ha ribadito: “Era un documento molto rigoroso, ma siamo pronti ad integrarlo e modificarlo“. Dunque, non si perde d’animo il numero uno del calcio italiano, pressato dalla Lega Serie A che ha la necessità di riprendere da dove tutto si è fermato. Alzare la bandiera bianca sarebbe un insuccesso, uno smacco, ai quali Belgio e Olanda hanno già aderito. L’Italia non vorrebbe prendere la drastica decisione di annullare il campionato e Spadafora ha rassicurato, da questo punto di vista, tutti i tifosi e le società. Purtroppo, le condizioni sanitarie attuali non permettono l’assunzione di correre rischi. Un solo caso positivo tra i giocatori, potrebbe scatenare una diffusione del Covid tra un gruppo di 40-50 persone e annesse famiglie, proprio nel momento in cui si prova ad allentare le misure di sicurezza nazionale. E’ ancora presto per poter parlare di ripresa.

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