Udinese e Napoli col ‘motore a diesel’: una statistica le accomuna

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Quella tra Udinese e Napoli sarà una sfida tra due squadre molto simili: c’è un dato preciso che testimonia questa vicinanza.

Napoli esultanza Udinese
L’esultanza di Koulibaly e Politano (Getty Images)

Obiettivi stagionali diversi, ma caratteristiche molto simili: Udinese e Napoli hanno cominciato la stagione con prospettive differenti per ovvie ragioni di natura tecnica, ma ad accomunarle in questo primo scorcio dell’annata c’è un dato eloquente, che la dice tutta sulla voglia delle due squadre di non darsi mai per vinte. Sono cinque, infatti, le reti realizzate nei secondi tempi da bianconeri e azzurri in campionato: solo Roma (7) e Inter (8, ma con una gara in più) hanno fatto meglio.

Numeri indicativi di una partenza a ‘rilento’, seguita da un progressivo ‘martellamento’ all’interno dell’area avversaria: ne sa qualcosa la Juventus, rimontata sia dall’Udinese che dal Napoli, in grado di rispondere all’iniziale svantaggio con prove di grande carattere e solidità difensiva che hanno imposto alla ‘Vecchia Signora’ rispettivamente un pareggio (2-2) e una sconfitta (2-1). Nel caso dei ragazzi di Spalletti, anche contro Venezia e Genoa la vittoria è stata ‘costruita’ nella ripresa, con il goal siglato nella prima frazione da Fabian Ruiz al ‘Ferraris’ che finora rappresenta un unicum.

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Udinese e Napoli viaggiano col ‘diesel’: anche l’Europa League conferma la tendenza

Napoli esultanza Udinese
L’esultanza dei giocatori del Napoli (Getty Images)

Che il Napoli faccia più fatica nei primi 45 minuti anziché nei secondi è ormai palese, e la conferma è arrivata anche giovedì sera nel match d’esordio in Europa League: Leicester avanti 2-0 e ripreso dalla doppietta di Osimhen, ‘on fire’ tra il 69′ e l’87’. Circostanza che può offrire letture differenti: dalla soddisfazione per la grinta di una squadra che non molla fino al triplice fischio alla parziale preoccupazione per un impatto tutt’altro che dirompente, che in altre occasioni potrebbe costar caro. Il compito di Spalletti sarà proprio questo: limitare – o ancor meglio eliminare – le partenze ad handicap, senza disperdere la forza propositiva che sta facendo la differenza in queste prime partite.