Napoli, Gattuso in arrivo: grinta e cuore, una vita da mediano

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Dopo l’esonero di Ancelotti, in arrivo sulla panchina del Napoli Gennaro Gattuso: caratteristiche e carriera di ‘Ringhio’, la cura per gli azzurri 

Dopo un inizio di stagione deludente, il Napoli ha esonerato Carlo Ancelotti mediante un comunicato ufficiale nella serata di ieri, dopo Napoli – Genk: le indiscrezioni e le ricostruzioni giornalistiche vogliono in arrivo, alle pendici del Vesuvio, Gennaro Gattuso.

Un nome che non ha bisogno certo di presentazioni, ma di cui non si conoscono gli aspetti e le curiosità meno note. ‘Ringhio‘ ha alle spalle una lunga carriera da calciatore ai massimi livelli.

Come riferisce Sky, per lui è pronto un contratto che lo legherà al club azzurro fino a giugno 2020, dunque per sei mesi, con opzione di rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League.

Cresciuto calcisticamente nel Perugia, per ‘Ringhio’ nel 1997 arriva l’estero con il glorioso club del Glasgow Rangers in Scozia, dove diventa in breve un idolo dei tifosi che lo soprannominano ‘Braveheart‘.

Il motivo è facilmente immaginabile e da ricercare nell’animo da guerriero e nella lotta che conduce in campo.

Nel ’98, Gattuso ha il suo primo abbraccio con la Campania, passando alla Salernitana. Nonostante la retrocessione, il centrocampista si fa apprezzare e per lui c’è una fila di grandi club pronti ad accaparrarselo.

Ed è il Milan, di cui Gattuso diventerà presto bandiera e in cui resterà fino al 2012, il club che riesce a spuntarla.

In 13 anni di colori rossoneri, ‘Ringhio‘ attraversa diverse fasi e gestioni: Zaccheroni, Di Gennaro e Terim, Leonardo, Massimiliano Allegri, senza dimenticare, ovviamente Carlo Ancelotti.

Con la maglia rossonera, il numero 8 gioca 468 partite condite da 11 reti, e vince 2 Champions League, 2 Supercoppa Europee, 1 Coppa del Mondo per Club, 2 campionati e 2 coppe Italia.

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Esonero Ancelotti, Gattuso vede azzurro? ‘Ringhio’, da calciatore ad allenatore

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Gennaro Gattuso e Carlo Ancelotti (GettyImages)

Una notizia, quella del divorzio tra Carlo Ancelotti e il Napoli, di cui si è parlato a lungo e che tuttavia lo stesso alleantore non ha affrontato nella sua ultima conferenza stampa ieri sera.

La presunta questione spogliatoio spaccato, oltre ai risultati deludenti in Serie A, potrebbe aver avuto un peso importante nella valutazione del lavoro di ‘ReCarlo. E proprio ‘Ringhio‘ potrebbe essere l’uomo giusto per gestire il gruppo napoletano.

Dopo il Milan, per Gennaro c’è il Sion, dove diventa in seguito anche allenatore.

Impossibile non citare la lunga carriera in nazionale: partecipa a 3 mondiali, 2 europei e 1 Confederations Cup. Nel 2006 alza al cielo la Coppa del Mondo.

Dopo l’esperienza in Svizzera, Gattuso diviene allenatore del Palermo nel 2013; la sua guida dura però poco, e dopo 1 pareggio, 2 vittorie e 3 sconfitte in Serie B viene sollevato dall’incarico.

Parentesi greca con l’OFI Creta e poi in Lega Pro con il Pisa, con cui ottiene la promozione nella serie cadetta. L’anno seguente si dimette in virtù della crisi societaria, poi ritorna ma la squadra retrocede, nel vortice dell’instabilità del club.

L’addio del mister nel 2017 è polemico: denuncia le inadempienze della dirigenza nei confronti di giocatori e dipendenti.

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Dal Milan agli azzurri: È Gattuso la medicina per il Napoli?

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L’abbraccio tra Gennaro Gattuso e Carlo Ancelotti (GettyImages)

Per ‘Ringhio‘ inizia però una nuova avventura, ancora nel Milan. Prima la primavera, poi la prima squadra. L’effetto Gattuso si vede, nel girone di ritorno i rossoneri fanno ben 39 punti, dietro solo alla Juve campione e al Napoli di Maurizio Sarri. Il Milan chiuderà al 6° posto.

L’anno seguente, il club meneghino arriva 5° con 68 punti, ad una sola lunghezza dalla qualificazione Champions e una media punti partita pari a 1,73.

La squadra non supera il 1° turno di Europa League, esce in semifinale contro la Lazio (poi vincente) e perde la finale di Supercoppa Italiana contro la Juve.

Al termine della stagione, la società annuncia la rescissione contrattuale e l’allenatore rinuncia a 2 anni di stipendio: “Il Milan non sarà mai una questione di soldi”, spiegherà il tecnico al riguardo.

Da allenatore, ‘Ringhio’ sembrerebbe preferire come modulo il 4-3-3, sebbene nel corso della carriera abbia utilizzato anche altri sistemi di gioco.

Tra le sue qualità, come detto, non può che esserci il carattere, la grinta, la professionalità e la forza d’animo.

Tuttavia, lui stesso ha spiegato che non crede nei sergenti di ferro, in un’intervista rilasciata a La Repubblica: “Come allenatore, nella mia vita, dentro e fuori dal campo, ho capito che in un gruppo non puoi fare il padre padrone o il sergente di ferro. […] La strada è quella di responsabilizzarle, di portarle a condividere un obiettivo. Su due cose non guardo nessuno in faccia: l’orario e il rispetto degli altri.”

Caratteristiche e parole che sembrerebbero particolarmente indicate per ‘curare’ i presunti mali dello spogliatoio azzurro.

Non un sergente di ferro, ma un uomo che pretende puntualità, impegno e rispetto: la stagione del Napoli (e lo spogliatoio ammutinato) pronto a ricominciare da ‘Ringhio‘.